Moving…

Africa Calling dopo un annetto scarso di onorato (e altalenante) servizio su WordPress si trasferisce. Ha trovato ospitalità sulle pagine de Linkiesta, in occasione del blog contest lanciato per il primo compleanno della testata. Vi aspetto:

linkiesta.it/blogs/africa-calling

PS: il primo post al nuovo indirizzo è praticamente identico all’ultimo pubblicato qui. Non sono a corto di idee, è che il video di Mama Hope mi è piaciuto talmente tanto che mi sembrava di buon auspicio per iniziare…

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Rodgers

da Lusaka

Rodgers, 21 anni, vende The Big Issue Zambia al semaforo di fronte ad un centro commerciale che non ha nulla da invidiare ai nostri. A Lusaka, poi, il traffico è cresciuto molto negli ultimi anni e gli ingorghi sono la fortuna sua e dei numerosi altri venditori che si appostano ai pochi semafori della città con quotidiani, ricariche telefoniche e articoli di ogni genere.

“Prima lavoravo in un ristorante -racconta. 12/13 ore al giorno, sei giorni a settimana, per uno stipendio da fame di 250milaKwacha” Meno di 40 euro. Troppi pochi anche per chi abita in uno delle tante baraccopoli della periferia di Lusaka e così Rodgers decide di lasciare e iniziare a vendere il giornale di strada nato nel 2007. “Questo lavoro mi piace -sorrideRodgers. E mi lascia anche abbastanza tempo libero per seguire il mio Manchester United”. La passione per il calcio inglese è diffusissima in Zambia. Non così l’occupazione.

Rodgers, infatti, ha lasciato la Northern Province dove è cresciuto proprio perché lì non v’era alcuna prospettiva lavorativa, specie per chi ha abbandonato la scuola da adolescente. Grazie a persone come lui, da un centro di 89mila abitanti nel 1969, Lusaka è divenuta una delle città africane con la crescita più elevata in termini di popolazione, una metropoli che oggi ospita tra i 2,5 e i 3,1 milioni di persone. La netta maggioranza di esse vive in insediamenti non pianificati che circondano il centro e sopravvive grazie all’economia informale, più del 70% è al di sotto dei trent’anni e il 42% è arrivato in città da altre parti del paese per cercare fortuna. Proprio come Rodgers.

Le conseguenze di uno spostamento tanto grande in un paese di soli 12 milioni di abitanti sono, però, grandi e gravi. Non solo povertà economica, ma anche relazionale. “L’antica istituzione della famiglia allargata -spiega l’operatore sociale Joe Kaluba-è andata rapidamente in crisi nelle periferie delle nostre città. E quando le persone si trovano in difficoltà ora rimangono sole”. Nei compounds di Lusaka, insomma, è sempre più facile diventare homeless. Specialmente per bambini e ragazzi, restare soli è un rischio enorme in un paese dove il 15% degli adulti è sieropositivo.

In un contesto tanto difficile, anche un piccolo giornale di strada come The Big Issue Zambia da sole 2mila copie ogni due mesi può contribuire e creare piccole, ma significative occasioni di occupazione e sviluppo. Rodgers lo sa bene: “ora guadagno abbastanza per pagarmi una stanza in affitto, cibo e, ogni tanto, qualche vestito nuovo. Non mi ha reso ricco, ma lavorando per Big Issue, ho preso la decisione di tornare a scuola per finire i miei studi”.


Scarp de’ tenis– Ottobre 2009