La Tunisia fa la rivoluzione anche sul parquet

Ok, forse non sarà uno dei tornei più blasonati e seguiti del mondo e forse accostare una rivoluzione ad una competizione sportiva non è poi così rispettoso, però -e lo dico con una buona dose di invidia- per un giovane tunisino appassionato di politica e palla a spicchi il 2011 deve essere stato uno di quegli anni ai quali non si può veramente chiedere di più.

Un anno memorabile, nel quale non solo il popolo dello stato maghrebino è riuscito a cacciare Ben Ali, ma anche la squadra nazionale di basket ha sconfitto la corazzata Angola e ha vinto l’Afrobasket 2011. Il regime dell’ex capo di stato sul popolo tunisino e il dominio degli angolani sulla pallacanestro continentale duravano esattamente dallo stesso anno: il 1989. Continue reading

Advertisements

Il perché di questo blog…

L’Africa chiama, come Londra nella canzone dei Clash.
E quando parliamo di Africa intendiamo quella nera, o meglio, quella subsahariana.
Perché è principalmente di questa che qui si scriverà ed è solo ed esclusivamente questa che ho visto.

Ma perché -a parte il fatto che suona bene come titolo per un blog- possiamo davvero dire che nel 2010 l’Africa chiama quando in realtà ancora oggi sui nostri media quel che accade al di sotto del Sahara appare così raramente? Le cause sono molteplici.

Continua a leggere nella pagina “Why is Africa calling”

Rodney & Pape

La globalizzazione del calcio e i giovani africani che sognano l’Europa

“In che modo la globalizzazione trasforma la ricchezza e le opportunità a livello planetario? È una forza prevalentemente positiva, che mette le nazioni povere nelle condizioni di uscire dalla povertà partecipando ai mercati mondiali? Oppure crea grandissime opportunità solo per una piccola minoranza?” Per rispondere a questi interrogativi, l’autorevole economista di Hardward Dani Rodrik sosteneva, in un articolo del 2008, che “basta guardare quello che succede nel calcio”. E allora diamo un’occhiata Continue reading