[Update] Cosa succede in Malawi…

Un altro mese di tempo. Dopo il rinvio delle manifestazioni di protesta indette per il 17 agosto, il presidente Bingu wa Mutharika ha ottenuto altri trenta giorni per cercare di frenare il crescente malcontento del Malawi. Ma se entro il 17 settembre non verranno fatti dei concreti passi avanti nel risolvere i problemi del paese, le opposizioni torneranno in piazza. Tra le loro richieste anche quella di un governo più ristretto ed efficiente. E proprio da qui Bingu è partito.

Venerdì, senza fornire alcuna spiegazione, ha licenziato in tronco i 41 membri del suo esecutivo e, in attesa di sceglierne di nuovi, ha preso ad interim tutte le nomine. Una scelta apprezzata da diversi partiti di minoranza che, per ridurre i costi dello stato, chiedono una squadra si sole 14 persone.

Intanto procedono le indagini della Malawi Human Rights Commission sulle violenze del 20 luglio. Un rapporto preliminare ha accusato la polizia di aver sparato -con proiettili veri- sui manifestanti e, proprio sulla base di queste prime ricostruzioni, i parenti di alcune delle 19 vittime e altri manifestanti rimasti feriti hanno deciso di fare causa al governo.

Dai tribunali alle piantagioni, dalle conseguenze alle cause -o almeno ad una delle tante concause- delle violenze. In Malawi, spiega Africa Review, si produce il 5 per cento delle esportazioni mondiali di tabacco e, da sola, questa coltura garantisce al paese circa il 60 per cento degli scambi commerciali con l’estero. Lo si coltiva ormai dalla fine del 1800, quando i colonizzatori lo importarono dalla Virginia, ma dal 2008, a causa della crisi e delle campagne internazionali contro il fumo, la domanda è scesa e il prezzo è crollato. Da 3$ circa a 50 centesimi al chilo che, mediamente, ai produttori  costa un dollaro.

Ora si sta cercando di diversificare la produzione e puntare sul caffè, per esempio. Ma, in un paese che ha l’85 per cento della popolazione impiegata nell’agricoltura, il processo non sarà indolore: la Press Agriculture Limited ha già annunciato che non produrrà più tabacco e a perdere il lavoro saranno 25mila persone.

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