[Update] La fortuna di Alpha Condé

Sono almeno 37 le persone arrestate per quello che -secondo la stampa guineana- è stato un fallito colpo di stato ai danni dal presidente Alpha Condé che si è salvato solamente perché la sera prima dell’attacco erano state arrestate delle persone con armi e volantini antigovernativi e gli era stato per questo consigliato di lasciare la sua dimora abituale.

In prigione ci sarebbero il generale Nouhou Thiam (già annunciato martedì), due colonnelli e diversi soldati ritenuti dalla BBC vicini all’ex presidente Sékouba Konaté che però, dall’estero, ha condannato l’attacco. Anche l’attuale capo di stato maggiore, il generale Kelefa Diallo, ha ribadito il sostegno delle forze armate al presidente e al suo governo, ma le motivazioni dell’attacco potrebbero essere proprio alcune decisioni prese dal presidente in materia, come alcuni avvicendamenti ai piani alti o l’arresto dell’ex numero due del precedente regime di Dadis Camara.

Condé che, dopo aver studiato in Francia è stato praticamente  un oppositore di tutti i regimi non democratici che hanno governato il paese dall’indipendenza del 1958, si sta infatti facendo carico in prima persona della riforma di un esercito che nella vita politica del paese ha avuto -e continua ad avere- un forte peso.

Dal giorno dell’attacco alla residenza presidenziale, però, Misna denuncia anche la scomparsa di un politico d’opposizione. Dopo che alcuni militari sono entrati nella sua casa, di Mamadou Oury Bah, vicepresidente del’Unione delle forze democratiche (Ufd), non si sa più nulla.

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3 responses to “[Update] La fortuna di Alpha Condé

  1. Per come la vedo io la situazione-Alpha è parecchio complicata. Certamente la posta in gioco delle elezioni 2010 non era solo etnica (Peul vs. Malinké) come pure molti siti e riviste hanno scritto: ma purtroppo quando si parla di troubles in Africa vengono quasi sempre ricondotti sotto la categoria “scontri etnici” (Kenya, almeno all’inizio, ovviamente sbagliando) o al limite religiosi (Sudan, Costa d’Avorio). Al di là dell’esercito, che giustamente tu citi, vorrei poterne capire di più, ad esempio su certe accuse dei mesi scorsi (http://www.jeuneafrique.com/Article/ARTJAWEB20110609111705/violences-guinee-repression-societe-civileguinee-le-regime-d-alpha-conde-accuse-de-derives-autoritaires.html) perché non sarebbe la prima volta che un oppositore storico diventa il nuovo tiranno o uomo forte (Afwerki in Eritrea, Gbagbo in Costa d’Avorio…). O su “chi c’è dietro” a livello continentale e non ad Alpha e a Celou Dalein Diallo (tra l’altro il Golfo di Guinea è bacino petrolifero…). Ancora complimenti e a risentirci.

  2. d’accordissimo con te sulla definizione “scontri etnico-religiosi” abusata o spiegata in modo incompleto (anche se a dirla tutta non è che in una notizia da 30” se ne possono dedicare 20” alle spiegazioni, comunque…)

    interessante il pezzo di Jeune Afrique, mentre sul chi c’è dietro i due contendenti (o ex contendenti) non te lo so dire… la francia e il suo rinnovato attivismo africano? l’ho buttata…

    per il petrolio, hai ragione, il golfo ne è ricco e gli Stati Uniti lo considerano un’alternativa sempre più necessaria al medio oriente (insieme all’Angola), ma la Guinea in sè non ne ha

    qualche altro spunto da Nigrizia, Equilibri e Slate Afrique che è una bomba:

    http://www.nigrizia.it/sito/notizie_pagina.aspx?Id=10485&IdModule=1

    http://www.equilibri.net/nuovo/articolo/guinea-il-traffico-internazionale-di-droga-verso-l%E2%80%99europa

    http://www.slateafrique.com/15583/guinee-attentat-militaires-armee-alpha-conde-cellou-dalein-diallo

    • Sugli scontri etnico-religiosi non sto dicendo che andrebbero spiegati, sto dicendo che non sono quasi mai tali. E’ una forma di razzismo, come se l’africano potesse agire solo sulla base di categorie irrazionali (in senso lato): la Fede e l’appartenenza etnica.
      Non parlavo tanto di appoggi internazionali, quanto di reti africane, locali, di gruppi d’interesse. E ne ho meno idea di te. Comunque la mia idea è che la Francia faccia la voce grossa ma possa realizzare poco. In Costa d’Avorio, se Obama non avesse sostenuto Ouattara, col cavolo che Sarkozy avrebbe rischiato di aiutare il ‘buon’ ADO.
      Il petrolio – sempre secondo me – è una roba strana. Soprattutto se offshore. Servono infrastrutture. In questo senso la Guinea Conakry potrebbe essere un modo per qualcuno di mettere un piede nella regione, una base. Sono solo ipotesi.

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